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TURISMO
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VARIE
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| GASTRONOMIA |
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I Vini
Per accompagnare tante bontà non potevano
mancare i vini delle colline, tra cui troviamo i gustosi
bianchi: malvasia e sauvignon. Il primo si presta egregiamente
ad essere consumato con gli antipasti ed i primi piatti,
il sauvignon, vitigno di tipo aromatico dà un vino delicato
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| e gentile
e nel contempo austero e signorile, apprezzato soprattutto
nella ristorazione dove riscuote notevoli successi accompagnando
tradizionalmente i bolliti. Dalla vinificazione di due
varietà di uve rosse che concorrono in misura diversa
si ottiene un vino rosso, il Doc “Colli di Parma”. Tra
i liquori è ancora preparato artigianalmente il nocino,
ricavato da noci ancora verdi lasciate a macerare in alcool
per 40-60 e più giorni. |
Il Parmigiano-Reggiano
Gran parte della nostra cucina si basa,
come in passato, sul formaggio grana le cui origini storiche
possono essere ricondotte presumibilmente alla colonizzazione
della regione cisalpina da parte degli antichi romani.
É un antico patrimonio di cultura e |
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| tradizione
che si é evoluto fino alla legalizzazione nel riconoscimento
della denominazione di origine circa i metodi di lavorazione,
le caratteristiche merceologiche e la zona di produzione
del formaggio Parmigiano-Reggiano, col DPR del 30/10/1955
n° 1269. Gli ingredienti del Parmigiano-Reggiano sono
naturali e semplici: il latte della “zona tipica”, il
caglio, l’arte del casaro e la lunga stagionatura naturale.
Lo si ottiene dalla trasformazione del latte di circa
20.000 aziende agricole: un latte di ottima qualità dal
punto di vista delle proprietà microbiologiche e chimico-fisiche,
condizione essenziale al suo utilizzo crudo senza trattamenti
termici e senza aggiunta di additivi, coloranti e conservanti. |
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La
spalla cotta di San Secondo
È prodotto tipo locale e dal luogo, dove nei secoli scorsi
massima ne era la produzione, prende il nome. In antichi
documenti se ne trova traccia già nel 1170, quale corrispettivo
dell'affitto dovuto dai contadini per la coltivazione
delle terre. |
| La "spalla" deriva
dalla scapola del maiale e la si può degustare tanto cruda
quanto cotta, anche se ai più è nota sotto quest'ultima
forma. La preparazione è molto semplice e consiste nella
bollitura, per circa 3-4 ore, in abbondante acqua, del
salume ancora fresco. Quando poi il piatto è accompagnato
dall'altra specialità della zona, la "fortanina", vino
frizzante amabile, ben difficilmente ci si potrà scordare
di San Secondo. Celebri le ricette di Giuseppe Verdi per
la cottura della "spalla". La prima è contenuta nella
lettera che il maestro indirizzò al fraterno amico Opprandino
Arrivabene nell'aprile del 1872. "Prima di metterla al
fuoco - consigliava Verdi - bisogna levarla di sale, cioè
lasciarla per un paio d'ore nell'acqua tiepida. Deve bollire
a fuoco lento per sei ore poi la lascerai raffreddare
nel suo brodo. Fredda che sia vale a dire 24 ore dopo,
levata dalla pentola asciugala e mangiala". |
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Ogni giorno una ricetta diversa, per creare
menù semplici ed appetitosi.
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